mercoledì 20 aprile 2011

ARIOSTO O DANTE? Questo è il dilemma

Qui si scrive solo di musica? E chi l'ha detto? "Lo dicono i post", risposta esatta. Però, chi mi conosce sa che non mi occupo solo di musica; infatti, nella vita di tutti i giorni, insegno materie letterarie presso una Scuola Media della mia città. Questa è la mia occupazione primaria e non solo perché è un "lavoro". Spesso, si vivono momenti assai intensi sul piano della trasmissione del cosiddetto "sapere". I ragazzi, a quell'età, sono spugne, ricettivi, curiosi, non stanno mai fermi. Non solo tra i banchi quando c'è ricreazione, ma pure nei ragionamenti. Ed è proprio da quelle fonti che si scatenano rutilanti domande. Come inarrestabili valanghe.
Stamani ero in 2a. Letteratura Italiana. Siamo entrati - a passi leggeri ed in punta di piedi - dentro quel fantastico labirinto chiamato Orlando Furioso. Una bella mano me la dà il fine Italo Calvino con la sua riscrittura in prosa, utilissima nel contesto scolastico. Veloce, dinamica, diretta, quasi cinematografica. Eh, sì: l'Ariosto ti prende. Eccome se ti prende. E i ragazzi non sono mica sprovveduti. Se ne accorgono. E ripensano alla stessa passione di qualche mese fa quando ci esaltammo per La Divina Commedia di Dante (per loro la prima volta; per me un'eterna "prima volta" da quando scoprii il poema da giovane). Al che, il quesito sorge spontaneo. "Prof., ma secondo lei, è meglio Ariosto o Dante?". Sagace il ragazzo del primo banco, insieme a quello dell'ultimo. La classe dibatte. E tu, prof., come te la cavi? Con una battuta semiseria: "Ragazzi, secondo voi è più bravo Buffon o Totti?". L'aula calciofila si solleva un po' indispettita: "Ma prof.! Come si può sapere? Uno è un portiere e l'altro è una mezzala!". Ecco, ragazzi. Avete capito benissimo. Una risposta non c'è, anzi sì. Godiamoceli entrambi. Come ammirare una bella parata o un gol da 30 metri. © Riccardo Storti

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