lunedì 28 novembre 2011

GENESIS - The Ultimate Collection - And Then There Were Three + Duke

Due lavori molto diversi tra loro, ma che partono da una constatazione di fatto che determinerà il futuro dei Genesis: sono rimasti in 3. Anche Hackett se n'è andato per dedicarsi alla propria filiera solistica. And Then There Were Three canta la fine degli anni Settanta. Lontani i tempi di Horizons o di Supper's Ready, eppure questo lavoro non è ancora così staccato dall'ottica progressive. Anzi, ad ascoltarlo con il senno di poi, viene da dire che tanto neoprog trarrà parecchio materiale da qui. Mi viene in mente la scrittura di brani come Down and Out, Ballad of Big, Burning Rope, Deep in The Motherlode e The Lady Lies (per esempio Scenes from a Night's Dream sembra già una canzone dei Marillion) oppure il profilo di alcune ballate dalla filigrana melodica raffinata (Undertown, Snowbound, Say It's Alright Joe); ma le sirene easy pesano, così i Genesis si concedono al mainstream con Follow you follow me e Many too Many.
Con Duke iniziano gli anni Ottanta e si sente. Beh, a vedere il bicchiere mezzo pieno, possiamo - al limite - gioire nel notare in classifica una hit poliritmica - DNA Genesis - come Turn It On Again. C'è qualche strumentale come l'ouverture Behind the Lines (ripreso come epilogo nel finale Duke's End), ci si può godere le aperture sinfoniche nella "giga" di Duke's Travel e in alcuni settori di Cul-de-sac, ma per il resto l'orecchio è rivolto altrove. Percepiamo in modo deciso come la voce di Collins stia conformandosi ai desiderata delle classifiche, anticipando i fasti solisti di metà decennio (Heathaze. Alone Tonight, Please don't ask me). I Genesis guardano, addirittura, ai Toto (Misunderstanding ti fa canticchiare Hold the Line); Invece, certi stridori di Abacab sono già presenti nella ripetitiva Man of Our Times. In alcuni punti la qualità rimane alta, ma l'impressione è che ormai si tratti di un'altra storia. Vi dò appuntamento alla prossima "scheda" (Abacab e Genesis), ricordandovi che sul sito di Mondadori potete visionare la timeline delle uscite in edicola. P.S.: cammino inverso: ma le Orme di Marinai potrebbero, invece, avere guardato a Duchess per il ritmo e l'incedere del pianoforte?

mercoledì 23 novembre 2011

PROFESSORE E GENTILUOMO: la recensione su Altrescene

Eccovi un'altra recensione a cura di Gaetano Menna. La potete leggere su ALTRESCENE. Grazie per l'attenzione

giovedì 17 novembre 2011

GENESIS - The Ultimate Collection - A Trick of the Tail + Wind & Wuthering

Senza Gabriel, certo. Molti fan hanno addirittura smesso di ascoltarli. Un altro mondo, soprattutto, vocale. Collins non ha la fantasmagoria teatrale di Gabriel ma, in quanto a voce, non è affatto male, ha comunque un tratto personale. Si può ripartire. Così Trick of the Tail regala episodi di altissimo livello circoscrivibili nei fuochi d’artificio poliritmici di Dance on a Volcano, di Robbery, Assault and Battery e di Los Endos, quanto alle melodie, non sfugge la cura impiegata per le ballate Entangled, Mad Man Moon e Ripples, nonché nella propensione alle atmosfere più liriche di Squonk o nello “staccato style” di A Trick of the Tail.

Anche Wind & Wuthering si muove su questa falsariga, ma con un recupero “sinfonico” più netto rispetto all’album precedente (One for the Vine, Eleventh Earl of Mar, Unquiet Slumbers for the Sleepers.../...In That Quiet Earth), senza indugiare in affreschi prog di qualità (All in a Mouse's Night e Wot Gorilla?) o in soft song di levigato nitore (Blood on the Rooftops, Afterglow, Your Own Special Way). Prossimo appuntamento, And then there were three e Duke. In edicola e online (se vi siete persi qualche arretrato).

giovedì 10 novembre 2011

PROFESSORE E GENTILUOMO. Intervista su "Cronaca Qui" di Sonja Annibaldi

Uscita oggi (10 novembre 2011) su "Cronaca Qui" (quotidiano milanese). Si tratta di un'intervista della giornalista Sonja Annibaldi con cui ho avuto una piacevolissima conversazione telefonica. Il risultato è proprio questo botta e risposta intorno al mio libello su Vecchioni. Per leggere l'intervista, cliccare sull'immagine a sinistra.

martedì 8 novembre 2011

PROFESSORE E GENTILUOMO. La recensione di Critica Letteraria

Prima recensione. La firma è Marco Giorgerini di Critica Letteraria. Giorgerini afferma che io abbia avuto coraggio a cimentarmi in un testo su Vecchioni per la breve gittata di 100 pagine. Eh, sì... può essere, ma questa è anche la scommessa - sottoscritta e condivisa - di Aereostella. Provare a narrare con pochi tratti di penna per dare l'input. Poi, se, come scrive Giorgerini, il testo è "agile e godibile", tanto meglio. E ben venga la profezia: "Sarà particolarmente gradito a chi si sta avvicinando all'imponente figura di Roberto Vecchioni e vuole farsi un'idea della sua produzione". Eh sì, è proprio quello lo scopo.

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